14:40

1° Novembre: il mio pan dei morti.

Il Pan dei Morti è un dolce tipico lombardo, realizzato in occasione della commemorazione dei defunti. Si tratta di piccoli pani dolci, preparati secondo la tradizione con ingredienti poveri. La mia versione non è propriamente povera, in quanto prevede frutta secca a volonta e pure le goccine di cioccolato!
Anche se mi sono allontanata un pochino dalla ricetta tradizionale, credetemi, ne vale proprio la pena, sono ottimi!



Il Pan dei Morti di casa mia!

Ingredienti:
125gr di uvetta
100 gr di mandorle
500 gr di scarti secchi (oro saiwa+amaretti+pan di spagna in briciole)
250 gr di burro
125 gr di gocce di cioccolato
100 gr di pinoli
100 gr di arancia candita
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di noce moscata
10 gr di ammoniaca per dolci
3 cucchiai di cacao amaro
3 uova
1 bicchiere circa di vino spumante dolce

Mettere l'uvetta a bagno in acqua tiepida per farla ammorbidire. Asciugarla con carta da cucina e mescolarla con le mandorle tritate grossolanamente, i pinoli, l'arancia candita tagliata a cubetti e le gocce di cioccolato.

In una ciotola amalgamare il burro fuso con i biscotti ridotti in polvere, unire la frutta secca e le uova. Successivamente le spezie, l'ammoniaca per dolci e il vino bianco necessario ad ottenere un composto lavorabile con le mani.

Ricavare dei panini leggermente appiattiti e allungati sulle estremità.

Accendere il forno sui 180°

Rivestire la placca del forno con carta da forno. Disporvi i biscotti ed infornare per 15/20 minuti.

Una volta freddi spolverizzarli con lo zucchero a velo, se piace!

14:47

Gordon Ramsay's Lemon Tart


Ma ste vacanze si decidono ad arrivare o no???? Conto i giorni che mi separano dalle tanto attese ferie, mi immagino bellamente spaparanzata sotto il sole della Sicilia, in meravigliosa compagnia, a godermi ogni istante... basta, basta, altrimenti mi viene una crisi pre-ferie!!!
Bè, che dite, ci sta come ottima consolazione, una fettina di questa squisita crostata al limone???? Io direi proprio di sì, se poi si tratta di una ricetta di uno degli chef più famosi al mondo, lo spettacolare Gordon Ramsay, allora è garantita la bontà!!!

Gordon Ramsay's Lemon Tart

Ingredienti:
pasta frolla
5 limoni
6 uova
250 gr di zucchero semolato
200 ml di panna fresca

Grattugiare finemente
la scorza di 3 dei limoni in una ciotola. Tagliare a metà tutti e 5 i limoni e spremerne il succo, avendo l'accortezza di filtrarlo.
Rompere le uova in una ciotola a parte, poi unire lo zucchero semolato e mescolare con una frusta. Prendere la panna e mescolarla al succo di limone, poi mettere da parte.

Su una superficie infarinata, stendere la pasta frolla, rivestire una tortiera da 24 cm di diametro, forarla con i rebbi di una forchetta e adagiatevi sopra un foglio di carta forno, che vi permetterà di cuocerla in bianco. Adagiate sulla carta forno dei legumi secchi o del riso e infornate il fondo di frolla a 180 ° per 15 minuti.
Trascorsi 15 minuti, eliminare la carta forno e i legumi/riso e versare sulla frolla la crema preparata in precedenza.
Infornare nuovamente a 150 °C per 35/40 minuti, fino a quando la superficie della crema risulterà soda al tatto.


11:14

Gli alfajores

Oggi andiamo sull'internazionale...vi propongo una ricetta che sicuramente in molti già conoscono: gli alfajores, dei biscottini tradizionali argentini che altro non sono che dei frollini scioglievolissimi accoppiati fra loro con il dulce de leche, ovvero marmellata di latte. Ovviamente chiunque di voi voglia cimentarsi nella preparazione della marmellata di latte con il metodo tradizionale, è liberissimo di farlo, io mi limito al mou preparato con il latte condensato zuccherato, che comunque fa la sua gran figura!!!

Gli
alfajores



Per i biscotti *
400 gr di farina 00
100 gr di maizena
300 g. di burro
200 gr. di zucchero a velo
80 g. di tuorli
1 bacca di vaniglia bourbon
la buccia di un limone
1 g. di sale

*io ho utilizzato la ricetta della pasta frolla fine Etoile con una piccola modifica, la trovo azzeccatissima!

Per il dulce de leche:
1 lattina di latte condensato zuccherato

Per il dulce de leche: riempire una pentola con dell'acqua e porre al suo interno la lattina, assicurandosi che l'acqua copra totalmente la lattina. Accendere il fuoco e lasciar sobollire per 2 ore e 30 minuti, mantenendo il fuoco basso e controllando che la lattina sia sempre coperta dall'acqua. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare completamente. Riporre in frigo prima di utilizzare.

Per i biscotti: in planetaria ho fatto sabbiare farina, maizena, sale, zucchero a velo e burro. Ho aggiunto la scorza di limone, la vaniglia e i tuorli, fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea. Ho ricoperto con pellicola trasparente e ho lasciato riposare in frigo per 2 ore.
Ho ripreso la pasta frolla, l'ho stesa con uno spessore di circa 1/2 cm e ho coppato dei biscottini, li ho riposti in una teglia rivestita con carta forno e ho infornato a 170 °C per circa 15 minuti. I biscotti non devono dorarsi eccessivamente!

Quando i biscotti si sono raffreddati, li ho contati, ne ho presi la metà e su di essi ho messo il dulce de leche, aiutandomi con una sac a poche. Ho appoggiato sopra i biscotti che avevo tenuto da parte... et voilà, una vera delizia!!!








19:58

La ciambella dura...e un amore eterno!





Non esiste UN modo di amare, non c'è metodo ne limite, non esistono forme predefinite di amore, ma soprattutto non esiste persona che possa giudicare il nostro modo di amare... Io però, mi prendo la libertà di giudicare il rapporto che ha legato per più di 40 anni due persone che hanno vissuto uno per l'altra, giorno dopo giorno e hanno affrontato un percorso di vita non poco impegnativo...mi permetto di dire che darsi completamente all'altro credo sia la più alta forma di amore possibile, dedicarsi anima e corpo, senza giudizio nè pretesa, senza remore nè pregiudizi.
E quando purtroppo uno dei due viene a mancare, riesci a percepire che qualcosa si spegne, riesci a sentire il battito di un cuore straziato e incredulo! Ti viene da pensare: allora l'amore eterno e puro forse esiste!
Tocca a chi rimane qui allungare una mano e porgere il proprio cuore per risollevare chi lo ha perso... E la ricetta di oggi deriva dal mio modo di stare accanto alle persone che amo.
La ciambella dura... la zia la preparava sempre per la colazione dello zio, diceva che era l'unico dolce in grado di farlo rinsavire dal coma notturno.
E ora la ciambella dura la preparo io allo zio...non sarà buona come la sua, non sarà altrettanto bello farci colazione, ma sono sicura che entrambi apprezzano!

Ciambella dura della Zia (che poi non ha neanche il buco!!)


Ingredienti:
500 gr di farina 00
200 gr di zucchero semolato
150 gr di burro morbido
2 uova grandi
1 bicchierino di liquore all'amaretto
1 bustina di lievito per dolci
un pizzicotto di sale

In una ciotola amalgamare il burro morbido con lo zucchero semolato, fino ad ottenere una crema. Aggiungere le uova, una per volta, e il liquore all'amaretto.
Infine aggiungere il sale e la farina setacciata con il lievito.
Mescolare fino ad avere un composto omogeneo e semi cremoso. Con l'aiuto di una spatola, sistemare l'impasto su una teglia, in modo da ottenere una sorta di filone (con queste dosi otterrete 2 filoni). Io ho voluto metterci sopra la granella di zucchero per renderla un po' più sfiziosa ma la ricetta originale non la prevede. Inoltre, in cottura l'impasto si allarga parecchio quindi non cuocete 2 filoni nella stessa teglia! Infornate a 180 °C per 35/40 minuti.

20:48

Ci sono 40 gradi...ma il forno lo accendo lo stesso!



Caldo...caldo...caldo!!! Ma evidentemente non abbastanza da impedirmi di accendere il forno!!!
Dopo 3 minuti esatti ero già pentita di averlo fatto, ma poi mi è bastato assaggiare la deliziosa crostata che mi era costata una sauna e un paio di svarioni, per farmi pensare che in fondo avevo fatto gran bene...

Crostata con composta di mirtilli al gelsomino e crema frangipane


Per la frolla:
180 gr di farina 00
70 gr di farina di avena integrale
100 gr di zucchero semolato
140 gr di burro freddo
1 tuorlo
vaniglia
sale


Per la crema frangipane (
di Pierre Hermé)
io ho utilizzato mezza dose

250 gr. di burro a temperatura ambiente
250 gr. di zucchero a velo
250 gr. di polvere di mandorle
1 cucchiaio di maizena
3 uova intere
12 gocce di essenza di mandorla amara
300 gr. di crema pasticciera

Per la composta di mirtilli al gelsomino (da preparare il giorno prima)
250 gr di mirtilli freschi
50 gr di zucchero semolato
50 gr di acqua
qualche fiore di gelsomino (io ne ho usati 8 perchè amo il gelsomino)

Preparare la frolla procedendo nel modo classico:mescolare farina 00, farina di avena integrale, zucchero e sale. Incorporare con la punta delle dita il burro freddo, tagliato a tocchetti. Quando l'impasto sarà "bricioloso", unire il tuorlo d'uovo.
Mescolare velocemente fino ad ottenere una pasta soda. Copritela con la pellicola e riponetela in frigo per 2 ore.

Preparare la crema frangipane:
In una ciotola, lavorare il burro fino a renderlo cremoso.
Aggiungere lo zucchero a velo, la polvere di mandorle, la maizena, le uova e l'essenza di mandorla amara.
Coprire la ciotola con pellicola e mettere la crema in frigorifero, se non si utilizza subito.

Per la composta:
Preparare uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero, lasciandolo sobollire fino a quando si addensa.
Lasciarlo intiepidire leggermente e mettervi a bagno i fiori di gelsomino, lasciandoli in infusione per tutta la notte.
Il giorno seguente passare lo sciroppo al colino, in modo da eliminare fiori e impurità.
Versarlo in un pentolino dal fondo spesso e unirvi i mirtilli. Lasciar cuocere fino a quando i mirtilli iniziano a disfarsi. Spegnere e versare la composta in una ciotola per farla raffreddare. Riporre in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

Assemblaggio:
Stendere la pasta frolla e rivestire una tortiera da 28 cm di diametro.
Stendere uno strato di composta di mirtilli sul fondo di frolla e terminare versando la crema frangipane. Cospargere con mandorle a lamelle e infornare a 170 °C forno ventilato per 35/40 minuti.

13:38

Contagio n° 2: i Cake Pops!



Dopo l'esperimento dei cupcakes (vedi post precedente), l'altro pallino che mi era venuto era quello dei cake pops, altra invenzione a cui il web dedica un sacco di pagine.
Tutto è cominciato da una famelica torta al cioccolato che non aveva la minima intenzione di staccarsi dalla teglia...gira, sbatti, rigira, solleva, scuoti, inclina, raffredda, risbatti...niente, teglia e torta erano diventate un corpo e un'anima!!! Vabè, che fai la butti???? Noooo, ci fai i cake pops!!!

Ho sbriciolato la torta al cioccolato che avevo preparato con questa ricetta, ho aggiunto un po di crumble alla mandorla avanzato dalla preparazione del mio tiramisù, ho inumidito il composto con un goccio di rum scuro e ho amalgamato il tutto.
Ho creato delle palline che ho riposto in frigorifero a riposare per un paio d'ore e successivamente ho temperato del cioccolato fondente per la copertura. In ogni pallina ho infilzato uno stuzzicadenti da spiedino (roba spartana lo so, ma mi devo ancora attrezzare per creare dei cake pops degni di tale nome!) e le ho immerse nel cioccolato temperato, ricoprendo l'intera pallina di torta. Ho infilato gli stuzzicadenti in uno scola- pasta capovolto, in modo da mantenerli in piedi e permettere al cioccolato di asciugarsi senza che le palline si deformassero. Il cioccolato, se temperato correttamente, impiega meno di 2 minuti per asciugarsi.

Ed eccoli...semplici ed essenziali, ma di una bontà...

14:02

Contagiata dalla cupcakes-mania




Non serve alcuna introduzione...chi non conosce i cupcakes???? Momenti di puro godimento avvolti in pirottini di carta di ogni fantasia e colore, decorati al punto da sembrar appena usciti dal mondo delle favole...in ogni morso si racchiude un secondo di puro piacere!!!
Io non mi ero mai cimentata prima, ma dal momento che sono ormai un must della pasticceria internazionale, ho voluto provare anche io...una cosina modesta, con poche pretese ma che è riuscita a metterci allegria ad ogni boccone!!! Ovviamente non mi arrendo, prima o poi anche i miei cupcake sembreranno bomboniere!!!



Chocolate Cupcakes (la ricetta in lingua originale su Joyofbaking.com)

50 gr di cacao amaro

240 ml di acqua tiepida

175 gr di farina

2 cucchiaini di lievito

110 gr di burro morbido

200 gr di zucchero

2 uova

un pizzico di sale

vaniglia

Accendere il forno a 180 °C.

Stemperare il cacao amaro nell'acqua tiepida e tenere da parte.

In una ciotola setacciare la farina con il lievito e aggiungere il sale.

Montare il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungere la vaniglia e le uova, una alla volta, senza smettere di mescolare l'impasto. Aggiungere la farina setacciata con il lievito e infine il cacao sciolto nell'acqua.

Riempire i pirottini dei cupcakes per 2/3 e infornare per 15/20 minuti. controllate la cottura con uno stuzzicadenti, se questo esce pulito vuol dire che i cupcakes sono perfettamente cotti.

Sfornarli e lasciarli raffreddare sistemandoli su una griglia.

Quando saranno completamente freddi, potete procedere con la decorazione.

Nel mio caso ho steso un po' di pasta di zucchero rossa, ho coppato un cerchio dello stesso diametro dei miei cupcakes e ho adagiato i dischetti sulla superficie di ogni cupcakes. Poi ho terminato con dei pois di ghiaccia bianca, preparata mescolando un po' di zucchero a velo setacciato con qualche goccia di limone.



18:25

E si riparte con un grande classico...rivisitato!!!


Dopo un anno e mezzo di silenzio eccomi qui!!!
Purtroppo ci sono stati grandi cambiamenti e non pochi ostacoli nella mia vita, per cui ho messo trascurato il mio blog e anche un po' me stessa.
Ma il mio grande amore per la pasticceria ha continuato a crescere (anche grazie al fatto che ormai è il mio lavoro) e essendo questo blog una parte di me, ho deciso di riprendere a scrivere.
E' il mio modo per esprimere e condividere questa grande passione, che accomuna molti food bloggers, per questo motivo non lascerò più che gli eventi avversi non mi permettano di esprimere ciò che sono e ciò che amo.
Finalmente sembra essere tornato il sereno nella mia vita, bisognerà ancora camminare tanto e non escludo scivoloni, ma questo angolino sarà il mio rifugio...chiunque vorrà potrà entrarvi e sarà mia premura proporvi sempre ricette sfiziose ed originali!!!

Maaaa...vi interessa la mia ricetta o no????
Si riaprono i battenti con un grande classico, il tiramisù (ci dovevamo rimettere in piedi come si deve eh)...ma chi un pochino mi conosce sa che mi piace stravolgere le cose, rielaborarle a modo mio!!!
Che poi, tanto tanto stravolto non è...presentato in un bicchiere, con una crema al mascarpone un po' diversa dal solito e finito con uno streusel alla mandorla e un pizzico di cacao...direi che possiamo definirlo ancora un tiramisù, anzi IL tiramisù, perchè è di una bontà che non potete immaginare...a meno che voi non lo proviate!!!!

IL tiramisù


Per la bagna al caffè:
65 gr di acqua
65 gr di zucchero
2 tazzine di caffè

Per lo streusel alla mandorla:
150 gr di burro
150 gr di farina di mandorle
150 gr di zucchero
150 gr di farina 00
un bel pizzico di sale

Per la crema leggera al mascarpone:
30 gr di tuorli
30 gr di zucchero
6 gr di farina 00
65 gr di marsala
440 gr di panna fresca
45 gr di zucchero a velo
175 gr di mascarpone

Inoltre:
savoiardi QB
cacao amaro QB

La bagna: versare l'acqua in un pentolino e aggiungere lo zucchero. Accendere il fuoco al minimo e lasciare che prenda il bollore senza mescolare (se mettete prima l'acqua e poi lo zucchero, quest'ultimo non si attaccherà al fondo del pentolino e potrete permettervi di non girare lo sciroppo, in caso contrario lo zucchero caramelizza sul fondo bruciandosi e vi tocca buttare via tutto!). Lasciate sobbollire per 5 minuti fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso. Lasciatelo raffreddare e aggiungete il caffè.

Lo streusel alla mandorla: disporre in una ciotola la farina, lo zucchero, la farina di madorle e il sale. Aggiungere il burro e impastare, fino ad ottenere una pasta omogenea. Copritela con pellicola e riponetela in freezer per 30 minuti.
Riprendete la pasta e ponetela in uno schiaccia patate. Premete (forte!!!) e fate cadere "i passatelli" di frolla direttamente su una teglia rivestita con carta forno.
Infornate a 170 °C fino a quando i passatelli non risultano ben dorati.

La crema al mascarpone:
è necessario preparare lo zabaione, scaldando appena il marsala nel microonde. Nel frattempo, in una ciotola, mescolate i tuorli con lo zucchero e la farina, aggiungete a filo il marsala tiepido, senza smettere di mescolare. Ponete il tutto in un pentolino e fate addensare sul fuoco, tenendo la fiamma bassa. Se disponete di un termometro controllate la temperatura, che dovrà essere di 84 °C, di modo che il tuorlo venga pastorizzato.
Quando lo zabaione è pronto, copritelo con pellicola trasparente e fate raffreddare in frigo.
quando lo zabaione sarà freddo, montate la panna con lo zucchero a velo. Deve risultare lucida e semi montata, non troppo ferma. Amalgamate la panna montata allo zabaione e tenete da parte. Prendete il mascarpone, lavoratelo con una frusta per renderlo cremoso e aggiungete un po' della crema allo zabaione. Stemperate il mascarpone in modo da renderlo spumoso e infine aggiungete il resto della crema. Mescolate sempre dal basso verso l'alto, per non smontare la panna montata!!!!

Montaggio:
disporre sul fondo di ogni bicchiere un savoiardo spezzettato inzuppato con la bagna al caffè.
Versate un po' di crema al mascarpone, disponete sulla superficie qualche pezzetto di streusel alla mandorla e bagnate con un po' di bagna al caffè.
Riempire il bicchiere con altra crema al mascarpone, terminate con qualche briciola di streusel e una leggara spolverata di cacao.

12:26

Le pere sciroppate intrappolate...in un tortino!


Piccole pere morbide e succose, cotte in uno sciroppo piacevolmente profumato con cannella, cardamomo e pepe rosa, racchiuse in una pasta morbida, dal sapore avvolgente conferito dal cioccolato fondente che si unisce alle spezie; un gioco di profumi e consistenze in un dolce semplice ma, a mio parere, molto chic!

Tortine al cioccolato e piccole pere speziate
Per le pere sciroppate:
500 gr di acqua
500 gr di zucchero semolato
2 stecche di cannella
cardamomo (6-7 baccelli)
pepe rosa (4 bacche)
4 pere Abate piccole

Per la massa al cioccolato:
250 gr di cioccolato fondente
150 gr di burro
4 uova
65 gr di farina 00
180 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale

Per le pere sciroppate:
Versare in un pentolino lo zucchero e l'acqua, aggiungere le spezie e portare a ebollizione.
Nel frattempo sbucciare le pere, avendo cura di non eliminare il picciolo. Detorsolarle e adagiarle nella casseruola contenente lo sciroppo.
Abbassare la fiamma e lasciar cuocere le pere per circa 15 minuti (i tempi dipendono dalla dimensione della frutta, io non le ho fatte cuocere molto proprio perchè volevo che le pere rimanessero un po' sode!)
Scolare le pere e sistemarle su un piatto.

Per la massa al cioccolato:
Tritare grossolanamente il cioccolato e farlo sciogliere a bagnomaria.
Lavorare il burro morbido con lo zucchero a velo, ottenendo un composto cremoso. Aggiungere i tuorli, ad uno ad uno, continuando a mescolare con una frusta.
Incorporare il cioccolato fuso e successivamente la farina setacciata, infine il sale.
Montare a neve ben ferma gli albumi e unirli all'impasto, mescolando senza smontarli.
Versare il composto nei 4 anelli metallici, precedentemente imburrati. Sistemare al centro di ogni anello una pera, in piedi.
Infornare a 180 °C per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 160 °C per altri 15 minuti circa.

Sfornate i tortini e lasciateli raffreddare (si sgonfieranno leggermente, tutto regolare!).
Quando sono freddi, spolverateli con zucchero a velo.
Sono ottimi serviti appena tiepidi, accompagnati con un bel cucchiaio di panna montata freddissima!

16:51

Il folletto del buonumore...

L'amicizia, quella vera, è un dono prezioso, raro, incantevole! Io ho un'amica (sì, oltre a mia sorella e mia mamma, ho solo un'amica di cui mi fido ciecamente) che, purtroppo, a tavola è un tantino schizzinosa e ovviamente anche con i dolci; lei non mangia confetture di alcun genere, non ama la frutta, la panna non la gradisce, tra la frutta secca le piacciono solo le nocciole...insomma, preparare un dolce per lei è davvero un'impresa!
Il mio folletto del buonumore però ama tanto il cioccolato, in tutte le sue forme!
Nascono grazie a lei questi muffins, soffici, leggermente umidi all'interno, golosi, cicciottosi...
Non le dico che c'è la ricotta, già lo so, storcerebbe il naso...
Vi dico solo che nel giro di 15 minuti si è mangiata 3 muffins, raccogliendo le bricioline che cascavano sul tavolo! E il mio cuore si riempie di gioia...

A lei, il mio folletto, che in questo periodo nero, mi sta tenendo per mano, ogni giorno e mi regala sempre un buon motivo per sorridere...



Muffins al cioccolato e ricotta
Dosi per 18 muffins

Ingredienti:
220 gr di ricotta vaccina
180 gr di cioccolato fondente
80 gr di burro morbido
100 gr di zucchero
3 uova
150 gr di farina
2 cucchiaini abbondanti di lievito in polvere
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
un pizzico di sale

Accendere il forno a 170° C.
Fate fondere il cioccolato fondente, precedentemente tritato, in un pentolino posto su un bagno maria, a fuoco dolce.
Con le fruste elettriche, lavorare il burro morbido con lo zucchero, fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungere la ricotta, l'estratto di vaniglia e le uova, una alla volta, continuando a lavorare il composto con le fruste. Quando il composto sarà ben amalgamato e liscio, unire il cioccolato fuso, senza spegnere le fruste. A questo punto mettete da parte le fruste e unite la farina setacciata con il lievito e il sale. Mescolate per amalgamare il tutto.
Sistemate dei pirottini in una teglia per muffins. Riempire ogni pirottino con un bel cucchiaio colmo di impasto. Continuare fino ad esaurimento del composto.
Infornate per 15/20 minuti, in forno statico.

12:22

La Torta "Strappa Sorrisi"...per combattere la nevrosi!

Ebbene sì, oggi protesto!
Negli ultimi giorni avrò inviato almeno un centinaio di curriculum a tutte le pasticcerie milanesi, mi sono girata decine di negozi per consegnarli personalmente e...NIENTE!
ASSOLUTAMENTE NULLA!!!
Solo un'anima buona ha avuto l'accortezza di rispondere alla mia mail, dicendomi che per il momento sono a posto, ma in un futuro non si sa mai...
Anzi, la chicca: se telefonicamente chiedi gentilmente un indirizzo mail per inoltrare un curriculum, ti rispondono: "ma guarda, è inutile che lo mandi, tanto lo cestiniamo!"
Cosa ci fate con il mio curriculum non mi importa, potete usarlo anche per pulire i vetri, ma almeno non me lo dite... io così mi deprimo!
Ma qui scatta la vera polemica: perchè quando è una ragazza a presentarsi come una apprendista pasticcera, la domanda è sempre la stessa:"Tu lo sai vero, che il mestiere del pasticcere è molto duro? Le giornate sono pesanti, devi stare molte ore in piedi e reggere bene lo stress..."
Alla mia risposta:"guardi, a me non spaventano le lunghe giornate, sarei disposta a lavorare anche di notte!" tutti fanno la faccia di quelli poco convinti...
Mi verrebbe voglia di sottolineare che se non fossi stata davvero convinta di voler fare la pasticcera non avrei fatto tutti i sacrifici, economici e fisici, che ho fatto...
Ma porca miseria, ma nel 2010, è ancora dominante questa squallida discriminazione per le donne? Che nervi...

Insomma, per farmi tornare il buon umore, mi dovevo assolutamente mettere al lavoro...
E' così che nasce questa torta da forno, per non arrabbiarmi, per non farmi prendere dallo sconforto, per non mollare...
Me la sono pensata, studiata, immaginata e ho iniziato! Quando ho detto a mia sorella che avevo messo a punto la mia prima torta tutta da sola, lei ovviamente si offre come assaggiatrice! "Come la chiamiamo? Deve avere un nome!" Lei "non so, a me viene in mente un sorriso, è talmente buona che mette il buonumore..."
Pssss...lei non lo sa che doveva essere proprio un dolce "strappa sorriso"... da qui il suo nome!

Torta "strappa sorrisi"


Per la frolla:
250 g di farina 00
125 gr di burro
125 gr di zucchero a velo
50 gr di uova (1 uovo medio-grande)
1/4 di bacca di vaniglia
1 pizzico di sale

Per l'impasto soffice:
500 gr di latte intero
150 gr di uova
80 gr di zucchero
40 gr di farina
cannella q.b.

350 gr di ricotta
80 gr di fecola
1 albume

Marmellata di lamponi e banane (gentile omaggio di un caro compagno di accademia!!!!)

Per la folla: amalgamare zucchero a velo e burro leggermente ammorbidito. Unire l'uovo e la polpa della bacca di vaniglia. Infine incorporare la farina setacciata ed il sale. Impastare velocemente ottenendo una pasta liscia. Formare un panetto e rivestirlo con pellicola alimentare. Far riposare in frigo almeno 2 ore (o meglio una notte).
Preparare l'impasto soffice: in un pentolino far scaldare il latte intero aromatizzato con la cannella.
In una ciotola, amalgamare con una frusta le uova, lo zucchero e la farina setacciata.
Appena il latte accenna il bollore, versarlo a filo sul composto di uova, continuando a mescolare. Quando tutto il latte è incorporato, riversare il tutto nel pentolino e portare a cottura, senza smettere di mescolare. Per chi dispone di un termometro, la temperatura finale della crema dovrà essere di 82 °C, altrimenti attendere che la crema accenni il bollore e spegnere.
Versare la crema in una ciotola e lasciarla raffreddare.
Quando la crema è fredda, incorporare la ricotta, la fecola setacciata e l'albume montato a neve.

Stendere la frolla ad uno spessore di 3 mm, foderare una tortiera da 20 cm di diametro, bucherellare il fondo con una forchetta e stendere uno strato sottile di marmellata.
Versare sulla marmellata uno strato di impasto alla ricotta, in modo da rimanere sotto il bordo della tortiera di almeno 1 cm. (con queste dosi vi avanzerà un po' di impasto, con il quale potete preparare delle deliziose tortine per la colazione!)
Infornare a 200 °C per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 180 °C e proseguire fino a quando la superficie della torta risulta ben dorata.

09:02

Son tornata...e sono ufficialmente PASTICCERA!!

Ed eccomi lì, il giorno del diploma...ebbene sì, ho ricevuto il "diploma di pasticcera qualificata"!!! Il mio più grande sogno si è avverato, non credevo davvero di poter arrivare a dire "sono una pasticcera!" e ora lo sono...


Buongiorno!
Per prima cosa è mio dovere chiedere scusa per essermi assentata così a lungo...bhè magari non se n'era accorto nessuno, però mi è dispiaciuto moltissimo trascurare il blog per così tanto tempo!
L'accademia mi ha impegnato alla grande, vivevo una settimana a Brescia e una a Milano, avanti e indietro per 4 mesi; inoltre le giornate in laboratorio erano lunghe ed estenuanti ma inutile dire che sia stata l'esperienza più bella di tutta la mia vita!
Ho vissuto momenti indimenticabili, ho avuto l'onore di conoscere alcuni fra i più grandi Maestri Pasticceri Italiani, fra cui Massari, Achille Zoia (il re del panettone), Biasetto, Diego Crosara, Pierpaolo Magni, Eliseo Tonti, Giorilli e moltissimi altri... Da ognuno di questi grandi personaggi ho imparato moltissimo, ognuno con il suo metodo di lavoro, ognuno con la sua filosofia di vita, ognuno con il suo bagaglio culturale non indifferente, ognuno innamorato dell'Arte Pasticcera in maniera diversa, ognuno di loro ha dedicato la propria vita alla pasticceria e noi corsisti ne abbiamo colto amore e dedizione, passione e forza di volontà, pazienza e precisione!
Ho avuto modo di conoscere ragazzi meravigliosi, con cui ho condiviso successi, delusioni, momenti di gioia e altri di sconforto...tutti momenti significativi e intensi, indimenticabili!
Questa esperienza ha cambiato molto anche la mia persona, è stato un momento di crescita e di svolta nella mia vita, con non poche soddisfazioni!
Ora che sono tornata a casa mi sto dedicando alla ricerca di un lavoro, impresa non facile visto che non ho ricevuto ancora mezza proposta di lavoro (se a qualcuno dovesse interessare una pasticcera volenterosa, follemente innamorata della pasticceria, con tanta voglia di imparare e mettersi in gioco...SONO QUI!!! ehehe...tiro acqua al mio mulino!)

Eccomi, in divisa e armata di cappello, nel momento in cui ringrazio il mio angioletto custode (mia sorella) per avermi sostenuto in ogni istante, per aver condiviso con me ogni momento di gioia o di sconforto, lei che non ha mai smesso di fare il tifo per me, lei che è stata la prima persona a dirmi che era fiera di me, lei che vive i miei sogni insieme a me, sì, neanche in quelli mi lascia sola... Grazie Neka, sei meravigliosa!



Ma tornando a noi...prometto che ben presto torneranno le ricette, le foto, i discorsetti culinari e tanto altro! Intanto vorrei mostrarvi una cosetta...per la fine del corso ognuno di noi ha preparato un pezzo artistico, una torta da cerimonia con tema a scelta... ecco, questo è il mio pezzo artistico:





Ben ritrovati, davvero! Isabel

15:28

Corso preparatorio di pasticceria - 1° settimana

E rieccomi!!!!
Vi ricordate dove dovevo andare??? Bhè, sono rientrata a Milano, dopo la prima settimana di corso, con l'umore alle stelle, l'euforia galoppante e stra felice!!!
Durante la prima settimana, viene dedicato molto tempo alla teoria - origini della pasticceria, materie prime, attrezzature, norme igieniche ecc..- con una produzione limitata.
E' un sogno, davvero, ancora non ci credo! Tutti i corsisti (siamo 14) sono preparati e scattanti, abbiamo voglia di fare, di provare e riprovare, di metterci alla prova, di assaggiare e soprattutto di divertirci quanto basta!
Le giornate sono lunghe, si arriva la sera in albergo decisamente provati ma per quanto mi riguarda, è una delle esperienze più belle della mia vita!!!
Siccome sono anche un po' rimbambita, mi sono dimenticata la digitale e non ho potuto immortalare nulla (mi piangeva il cuore, mi sarei data le martellate sulle mani) ma domenica si riparte per la 2° settimana e la digitale è già in borsa!!!
Come vi dicevo, non ho ancora abbastanza materiale per potervi fornire qualche ricetta o suggerimento, però stamattina al mercato ho trovato della splendida uva fragola e ... schiacciata con l'uva sia!!!!

Schiacciata con l'uva


Ingredienti:
500 gr di farina 0
12 gr di lievito di birra
280/290 gr di acqua
5 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino scarso di sale
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva

700 gr di uva fragola
olio
zucchero

Per prima cosa ho preparato la pasta: ho sciolto il lievito e lo zucchero nell'acqua.
In una ciotola capiente ho versato la farina e il sale. Al centro ho versato l'acqua con lievito e zucchero, l'olio ed il malto. Ho impastato velocemente con l'aiuto di un cucchiaio di legno perchè l'impasto risulta piuttosto appiccicoso e molle.
Deve essere così, resistete e non fatevi tentare dall'aggiungere altra farina!!!
coprite con un panno e lasciate lievitare 1 ora.
Quando la pasta sarà quasi raddoppiata, ungete con un bel giro di olio una teglia rotonda da 24 cm di diametro (io ho usato una teglia di alluminio usa e getta), infarinatevi per bene le mani e prelevate 3/4 della pasta. Posizionatela sulla teglia e appiattitela, fino a coprire il fondo della teglia.
Sistemate i chicchi di uva fragola, lavata e asciugata, sulla pasta, tenendo da parte qualche chicco per la superficie della schiacciata. Giro di olio sull'uva e spolverata con 2 cucchiai di zucchero semolato. Infine sistemate la pasta rimasta sull'uva, sigillando i bordi dei due dischi di pasta. Altro giro di olio e altri 2 cucchiai di zucchero.
Infornare a 190 °C per 1 ora (io l'ho tenuta 55 minuti ed era già bella dorata)

12:54

Una nuova sfida...


Le vacanze sono finite, ormai rimangono solo i bei ricordi di un'estate ricca di nuove emozioni e soddisfazioni!
Il rientro è stato duro ma c'era una cosetta in sospeso che vi dovevo per forza annunciare...
ricordate che nell'ultimo post avevo accennato ad una grande novità per settembre???
Ecco, questa sera parto per Brescia, frequenterò il corso preparatorio per pasticcieri presso la scuola Castalimenti e finalmente vedrò realizzarsi il mio più grande sogno...diventare una pasticcera!!!!
Sono emozionata, eccitata, elettrizzata, euforica. Ho intrapreso diverse strade negli ultimi 3 anni, senza mai sentire che fosse la MIA strada; l'insoddisfazione e la voglia di inseguire i miei sogni mi hanno convinta ad abbandonare tutto (non senza difficoltà) e tentare...
Sento di aver messo la parola fine ad un capitolo triste della mia vita, sento che è l'inizio di un cammino che mi porterà lontano, sento che finalmente è arrivata anche la mia occasione!
Dedicherò tutte le mie energie in questa esperienza e ho voglia di condividere con voi tutti i momenti importanti che mi si presenteranno.
Il corso durerà 8 settimane NON CONSECUTIVE, il che mi permetterà di tornare a casa il fine settimana e tenervi aggiornati.
Spero vogliate continuare a seguire il blog anche se non vi prometto ricettine fresche di giornata!
Mi permetto una piccola parentesi personalissima:
un ringraziamento speciale alle persone più importanti della mia vita, che non hanno mai smesso di credere in me e mi hanno sostenuto in ogni istante.
A mia sorella Neka e al mio grande amore Manuel, che camminano al mio fianco, regalandomi ogni giorno un motivo per gioire! Grazie

Buona settimana a tutti, ciao!!!!!

20:44

Buone vacanze!!!!!!

Oggi niente ricetta! Anzi, veramente è da un po' che non posto...scusate!!!!
Vorrei augurare a tutti coloro che non sono ancora in vacanza una splendida estate e delle ferie altrettanto belle!
Finalmente sono in partenza anche io, ci rivedremo a fine Agosto con una bellissima novità! Se vi va di aspettare, presto vi dirò di cosa si tratta e mi piacerebbe moltissimo condividere l'esperienza insieme e voi, passo passo!
buone vacanze a tutti, ci si rivede a fine Agosto!!!!
A presto, Isabel!

14:40

TATIN DI ZUCCHINE, PROVOLETTA AFFUMICATA E MANDORLE

Della serie "non mi arrendo e accendo il forno anche se sta sudando pure il frigorifero..."!
Dovendo preparare la schiscetta alla mia dolce metà, mi destreggio con preparazioni che possono essere consumate anche fredde e oggi era il turno della torta salata, anzi una tatin di zucchine e provoletta affumicata! Velocissima, sfiziosa, gustosa...Se posso contribuire, anche solo un pochino, a rendere le sue giornate lavorative un po' più simpatiche, accendo il forno anche tutti i giorni...tanto mi diverto un sacco!!!!
L'ispirazione l'ho trovata su Coquinaria, da una ricetta di Giuliana.
Io ho semplicemente aggiunto un po' del mio...



TATIN DI ZUCCHINE, PROVOLETTA AFFUMICATA E MANDORLE

1 rotolo di pasta sfoglia
1 zucchina romana grande
6 fette di provola affumicata
3 cucchiai di mandorle a lamelle
1 spicchio d’aglio
olio e.v. q.b.
sale e pepe nero
timo

Ho pulito, lavato e tagliato la zucchina a tocchetti, eliminando la parte bianca centrale (spugnosa e piena di semi).
In una padella ho scaldato un filo di olio, ho aggiunto uno spicchio d'aglio pulito e schiacciato e ho lasciato rosolare per 1 minuto in olio caldo. Quando l'aglio ha rilasciato il suo profumo, l'ho tolto e ho aggiunto le zucchine. Le ho fatte saltare a fuoco vivace per 10 minuti, poi ho aggiustato di sale e pepe.
Quando sono ben rosolate, spegnete e lasciatele intiepidire.
Ho rivestito una teglia rotonda con carta forno, ho cosparso il fondo con le mandorle a lamelle, poi ho sistemato le zucchine a tocchetti, qualche fogliolina di timo, poi ho disposto le fettine di provola. Infine ho ricoperto il tutto con il disco di pasta sfoglia, ho ripiegato verso l'interno i bordi e infornato a 190°C per 35/40 minuti.

16:03



Oggi i termometri milanesi segnano 39°C... non aggiungo altro!
E anche il mio pc sembra patire questo caldo torrido, la tastiera ha esalato gli ultimi respiri l'altro ieri e fino ad oggi ero senza...menomale che il mio principino azzurro ha sempre l'asso nella manica...e una tastiera di scorta che mi ha prontamente prestato!!!! Grazie Amore!
Altrimenti come avrei potuto postare questa ricetta, un gelato cremoso, fresco, appagante e golosissimo...insomma il miglior modo per combattere l'estate a Milano!
La base (latte+panna+zucchero) non è altro che il gelato al fiordilatte, che, con l'aggiunta di semplici e sfiziosi infùgredienti, può trasformarsi a vostro piacimento! Divertitevi!

Gelato alla stracciatella
Ingredienti:
4,5 dl di latte
2 dl di panna fresca
180 gr di zucchero semolato
cioccolato fondente q.b.

Scaldate in una casseruola il latte con 1 dl di panna fresca; raggiunta l' ebollizione allontanate la casseruola dal fuoco e aggiungete la panna rimasta e lo zucchero, mescolando fino a far sciogliere completamente lo zucchero.
Rimettete la casseruola sul fuoco, a fiamma bassa, continuando a mescolare con una frusta. Appena il composto accenna il bollore allontanate dal fuoco e trasferite la crema in una ciotola. Lasciate intiepidire, coprite con la pellicola e riponete in frigorifero. quando la crema sarà completamente fredda, versatela nella gelatiera ed azionatela per circa 35 minuti.
Un minuto prima di spegnere la macchina, aggiungete il cioccolato fondente tritato, lasciate che si amalgami bene al gelato, poi spegnete. Trasferite il tutto in una ciotola a chiusura ermetica e riponete in freezer... se non ve lo pappate tutto direttamente dal cestello come invece faccio io!!!!

20:34

Finalmete...Sorbetto al melone!!!


Con questo caldo cosa c'è di meglio di un bel gelato o di un rinfrescante sorbetto????
La mia gelatiera giaceva da circa 2 anni nel mio armadietto, ancora bella imballata e immacolata!
L'estate scorsa ho lottato con le unghie e con i denti per fare in modo che mia madre mi svuotasse un po' il freezer per poterci infilare il cestello della mia gelatiera ma ogni volta che aprivo quel coso era sempre più pieno!
L'atro giorno è scattata la minaccia: "Ma ti pare che ho la gelatiera e non posso usarla? Se entro una settimana non mi fai un buchetto inizio a lanciare bistecche e buste di minestrone dalla finestra, e se disgraziatamente colpisco qualcuno incolpo te!!! Che dici, me lo svuoti?"
Lei, allibita: "Ok però ti mangi minestrone per 10 giorni!"
Andata!
Il sacrificio è stato grande (con 40°C all'ombra) ma finalmente sono riuscita ad usarla e posso postarvi qualcosa di fresco e perfetto per combattere la calura estiva!!!!

Sorbetto al melone
700 gr di melone pulito
150 ml di acqua minerale
150 gr di zucchero (io ne ho messi 2 cucchiai colmi perchè il melone era maturo e dolcissimo!)
il succo di 1/2 limone
5 o 6 cucchiai di vodka*

*La vodka è stata una mia aggiunta, primo perchè l'alcool impedisce al sorbetto di cristallizzarsi eccessivamente e secondo perchè mi stuzzicava l'idea di una nota leggermente alcolica.
Se preferite potete tranquillamente ometterlo!

Preparare uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero, ponendo tutto in un pentolino e portandolo a bollore, fino a farlo addensare.
Spegnere il fuoco e lasciarlo raffreddare completamente.
Frullare la polpa di melone insieme al succo di limone. Unire lo sciroppo ormai freddo e la vodka. Dare un' ultima frullata e versare il composto nella gelatiera.
Il mio sorbetto era pronto dopo circa 20 minuti.

12:10

Pastine pel the dell'Artusi


Ma come sono contenta oggi!!!
E' mio dovere e piacere ringraziare tutte le persone che mi hanno lasciato i propri commenti nell'ultimo post, i vostri "ben tornata!" mi hanno fatto un immenso piacere...grazia, grazie, grazie!
Approfitto anche per scusarmi con tutti voi se passo sempre meno a commentare le vostre fantastiche ricette, seguo con costanza molti di voi, ammiro foto e preparazioni, insomma non mi si vede ma ci sono, giuro!!!!!!

Oggi qui piove alla grandissima e la temperatura ha subito notevoli cali, quindi ne ho approfittato per preparare dei biscottini!
Sbirciando sul blog di Paoletta (una donna dalle manine d'oro!) avevo notato questi bei biscotti di famiglia e questi deliziosi pasticcini di riso, entrambi presi dall'Artusi!
Presa dalla voglia di sfogliare quel libro, ho iniziato a leggere d'un fiato tutte le ricette, fino a quando la mia attenzione si è concentrata su questi biscotti...
Il risultato: deliziosi!!!!
Inoltre, questi biscottini permettono di smaltire gli albumi che vi avanzano (sempre!!!!).

PASTINE PEL THE

"Mistress Wood, un'amabile signora inglese, avendomi offerto un the con pastine fatte con le sue proprie mani, ebbe la cortesia, rara nei cuochi pretenzionosi, di darmi la ricetta che vi descrivo, dopo averla messa alla prova"

Farina d'Ungheria o finissima, grammi 440.
Farina di patate, grammi 160.
Zucchero a velo, grammi 160
203
Burro, grammi 160.
Due chiare d'uovo.
Latte tiepido, quanto basta.

Formate un monticello sulla spianatoia con le due farine e lo zucchero mescolati insieme.
Fategli una buca in mezzo, collocateci le chiare e il burro a pezzetti e, colla lama di un coltello prima e con le mani dopo, servendovi del latte, intridetelo e lavoratelo mezz'ora circa per ottenere un pastone piuttosto tenero.
Tiratelo col matterello in una sfoglia della grossezza di uno scudo, tagliatela a dischi rotondi, come quello del n. 7 *, bucherellateli con le punte di una forchetta e cuoceteli al forno o al forno da campagna in una teglia unta col burro. Con sola mezza dose della ricetta se ne ottengono assai.

*Nel libro la ricetta n° 7 è quella dei "Cappelletti all'uso di Romagna" in cui vi è disegnato un cerchio del diametro di 7,5 cm circa. Data la mia ipotesi, del tutto discutibile, suppongo che Pellegrino Artusi suggerisca di utilizzare lo stesso cerchio per ritagliare questi biscotti...
Insomma ritagliate sti biscotti del diametro che più vi garba, tanto son buoni uguale!

10:39

A volte ritornano...

Dopo quasi 1 mese di latitanza rieccomi qui...pensavate di esservi liberati definitivamente di me eh?!? bhe, a dire la verità, mi era passato in testa il pensiero di chiudere il blog, a causa di varie vicende che mi avevano un po' buttato a terra...
E invece no!!! Per me questo angolino significa molto, posso dedicarmi del tempo e condividere ricette e pensieri con persone che dedicano anche solo un attimo del loro tempo al mio blog...Grazie davvero!
Mi sono concessa una settimana di mare, in Sicilia, con l'intenzione di rilassarmi e godermi un po' di sole...ma oserei dire che più che una vacanza è stata una tragedia!
Sarebbe troppo lungo e noioso il mio racconto, quindi taglio corto e vi illustro il mio ultimo esperimento, per ricominciare in grande stile!

Piccola premessa: il papà del mio ragazzo possiede un piccolo orto in cui crescono anche delle meravigliose e profumatissime rose! Qualche tempo fà il mio ragazzo si presenta con due di queste splendide rose...allungo il nasino per sentirne il profumo e rimango a bocca aperta; tutte le rose che mi sono state donate in vita mia non sapevano assolutamente di niente, zero assoluto, neanche un vago accenno di profumo! Quando ho sentito il profumo di quelle rose sono rimasta incantata, con gli occhi sgranati; qui la grande scoperta...le rose profumano (e brava, che scoperta, forse solo quelle che regalavano a me non avevano nulla a che fare con le vere rose!).
Decido che devo catturarne il profumo, non posso farle appassire senza poter godere ancora di questa meraviglia...mi metto all'opera:
- inizio a staccare ogni singolo petalo, li lavo accuratamente sotto l'acqua corrente, non troppo perchè ho la certezza che non vi è stata spruzzata alcuna schifezza chimica;
- li metto nel mortaio, aggiungo 2 cucchiai colmi di zucchero e inizio a pestare il tutto;
- ottengo una pappetta rosso porpora che verso in un pentolino;
- aggiungo un bicchiere e mezzo di acqua e porto ad ebollizione;
- quando vedo che il tutto inizia a prendere la consistenza di uno sciroppo, spengo il fuoco e verso lo sciroppo in 2 barattoli di vetro perfettamente sterilizzati, filtrando il tutto attraverso un colino.
Chiudo i barattoli, li capovolgo, li copro e li lascio riposare per 1 settimana in cantina!

Dopo 1 settimana lo sciroppo è pronto per essere utilizzato, io ho deciso di utilizzarlo per sciroppare delle pere Coscia (quelle piccoline) ma può avere svariati impieghi: aromatizzare macedonie, sorbetti, creme, gelati, biscotti... insomma ci si può divertire un pochetto!!!
Intanto vi mostro le foto delle pere sciroppate... Deliziose!!!